Storia e tradizioni

La conformazione del territorio, specie delle parti più prossime ai versanti montani del Sarrabus Gerrei, costituiva un ambiente propizio all’insediamento per le antiche popolazioni dedite alla caccia, dove trovare rifugio, selvaggina e presidiare agevolmente il territorio.

Nella parte montuosa i reperti archeologici documentano tracce di insediamenti preistorici e del periodo nuragico. I ritrovamenti riguardano il periodo dell’età del bronzo (Sa Dom’e s’Orcu), del periodo fenicio punico e del periodo del tardo impero romano. Nel periodo giudicale la curatoria di Dolia apparteneva al Giudicato di Cagliari. Nel 1089 a Dolia si fondarono i monasteri di SanGiorgio e San Genesio, per volontà del Giudice di Cagliari.

I feudi di Sicci San Biagio (dei De Manburra e, di seguito, del Ducato di Mandas) e San Pantaleo (feudo vescovile) seguirono un destino parallelo, basato sulle attività agropastorali ma, alla fine del 1600, dopo pestilenze e carestie, il primo si avviò verso il declino mentre San Pantaleo, dell’arcivescovado di Cagliari mantenne una propria floridezza. Dalla fine del periodo feudale i villaggi restarono separati per essere riunificati nel 1905, assumendo l’attuale denominazione.

Le tradizioni culturali sono legate alla storia del paese (festa di San Biagio e di San Pantaleo) ed alle tradizioni rurali, con feste nelle antiche chiese di Santa Lucia, San Giorgio e San Michele e manifestazioni di abilità equestre (S’Attobiu de is Parigliantis) e di rievocazione storica (Manifestazione medievale “Alla ricerca del tempo perduto”).

 

fonte www.parteolla.it

Data di ultima modifica: 27/02/2017


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